giovedì 25 marzo 2010

Impostazione filosofica


Non siamo assolutamente capaci di fare niente.
Mai vista una zappa in tutta la vita mai presa in mano una forca, nemmeno per finta.
Nulla di semenze e lune, niente di niente di rotazione delle culture, ancor meno di concimi e azoto, forse qualcosa di parassiti (ma in altri settori).
Da queste premesse nasce con logica ferrea l'intenzione di creare una vasta piantagione di ortaggi ad uso personale, con il principale obiettivo di sentirci un poco latifondisti, proprietari terrieri, mezzadri, servi della gleba.
Tentativo probabilmente destinato a fallire miseramente per la gioia del nostro verduraro di fiducia. Ma ci si prova, innanzitutto con un'ampissima e approfondita fase di studio, scovando informazioni utili, indiscrezioni, credenze popolari da consulenti di fiducia, esperti, millantatori, parenti stretti, cugini.
I primi brainstorming producono gli effetti sperati: si pianteranno praticamente tutti gli ortaggi commestibili (ad eccezione del topinambur), magari anche qualcosa di illegale.
Definita anche l'attrezzatura minima fondamentale personale consistente in:
- galosce verdi
- tuta da lavoro verde o marrone
- cappello di paglia
- camicia a quadrettoni
Si parte, Isi Benini proteggici!

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